martedì 22 agosto 2017

Meeting di Rimini - Lunedì 21 agosto

Tajani, Vittadini e Letta 

Interessantissimo incontro quello con protagonisti Enrico Letta e Antonio Tajani sul tema del futuro dell'Europa, moderatore Giorgio Vittadini.

«Torno volentieri al Meeting dopo quattro anni», ha esordito Letta, «e trovo consonanza tra il titolo scelto e la responsabilità che oggi ciascuno di noi ha: riguadagnare ciò che i padri dell’Europa ci hanno regalato per farlo rivivere. Dobbiamo capire che cosa sta succedendo, pena il buttar via ciò che abbiamo ereditato». Profondi sono i cambiamenti che nello spazio di una generazione l’Europa ha vissuto e vivrà; in termini di densità demografica e di rapporto con i numeri di Asia, Africa e America. Quale Europa dobbiamo pensare? «Quella che vedranno gli occhi dei nostri figli e nipoti; è questo il criterio che ci permette di continuare a considerare l’Europa al contempo “un insieme unico di valori” e l’unico spazio in cui tutti quegli stessi hanno trovato applicazione». È necessario il protagonismo di tutti i Paesi. Le ultime e attuali vicende di Francia e Germania ci costringono a cogliere la sfida della costruzione: «Se noi non ci saremo, faranno senza di noi». A cosa guardare in questo preciso momento? «Valorizziamo al massimo chi ci rappresenta, attraverso ruoli istituzionali strategici, riproponendo l’Italia quale interlocutore indispensabile per l’unità e la pace». In conclusione Letta rimette al centro il valore e il ruolo dell’educazione: comunicare la certezza che l’italiano porta con sé quelle caratteristiche di adattabilità che tutti cercano.

Sul presente e sul futuro dell'Europa si è concentrato infine Tajani: «L'Europa deve ripartire da tre valori fondanti - la libertà, la centralità della persona e il principio di sussidiarietà - per far fronte alle tre sfide di oggi: il terrorismo, l'immigrazione e il lavoro». Il presidente ha poi aggiunto: «Sicuramente la politica deve dare forti risposte in tal senso: da una parte, serve un maggior coordinamento tra gli Stati per combattere il terrorismo e far fronte all'immigrazione, dall'altra è necessario impegnarsi sempre più seriamente per integrare e per dare un'eredità agli europei di seconda generazione. L'Europa», ha concluso, «deve avere una sua politica industriale, per risolvere il problema del lavoro. Non possiamo indebolire il nostro tessuto industriale, disperdendo le energie in battaglie ormai superate tra nazioni europee: i nostri competitors sono altri».

Per vedere l'incontro: https://youtu.be/2jeZuqiQffU


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